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Lino

Il lino è una pianta annuale di coltura antichissima, che si ricava da piante della famiglia delle Linacee.La specie più coltivata a scopo industriale è il lino comune (Linum usitatissimum), a fusto eretto e solitario, alto da 70 a 100 cm circa. I fiori azzurri si trasformano in capsule sferiche, grosse come un cece e contenenti piccoli semi di color bruno, lucenti e appiattiti dai quali si ricava olio e farina. Dal fusto della pianticella si estraggono i filamenti (filaccia o tiglio) di grande valore tessile.Il lino costituito in massima parte da cellulosa più lignificata rispetto a quella del cotone.

 

Coltivazione

Il lino si coltiva in tutta l’Europa, l’Africa settentrionale, in India, nell’America settentrionale e meridionale, di recente è stato introdotto anche Cina. Il raccolto si effettua dopo circa 4 mesi dalla semina per ottenere la filaccia e dopo circa altri 5 mesi, ossia a maturazione completa, per ottenere i semi. Le pianticelle si estirpano a mano o a macchina e si lasciano seccare al sole. Segue poi una battitura o sgranellatura dei semi per eliminare le capsule e le foglie. Per ottenere la filaccia si effettuano poi tre importanti operazioni: la macerazione, la maciullatura e la scotolatura.

Macerazione

E' un ‘operazione fatta allo scopo di eliminare parzialmente le sostanze gommose che tengono unita la filaccia al fusto. Durante la macerazione gli steli vengono immersi in bagni d’acqua calda o in soluzione alcalina ovvero trattati in autoclave con vapore. Una volta seccati gli steli si separa la parte fibrosa dalla parte legnosa con la maciullatura facendo passare gli steli fra due o più coppie di cilindri scanalati e ruotanti. Infine nella scotolatura con un particolare coltello si staccano le ultime parti legnose dalla filaccia ottenendo così: il capecchio, fibre corte con parti legnose, utilizzato dai tappezzieri per imbottiture, la stoppa grossolana, fibre che verranno poi cardate, e il lino greggio detto appunto filaccia.Da quest’ultimo, sottoposto a pettinatura, si otterrà il lino pettinato in fibre lunghe fino a un metro mentre fra i denti del pettine restano le fibre corte costituenti la migliore stoppa. La resa del lino greggio va dal 35% al 60% per quello a fibra più lunga. Il colore naturale della filaccia di lino è grigio scuro, giallastro o verdognolo. La lunghezza dei filamenti che costituiscono la filaccia è in media 50-60 cm. (arriva sino a 100 cm.); ogni filamento è formato da fibre elementari lunghe 6-50 mm. (con un diametro che varia da 10 a 40 micron) saldate le une alla altre dalle sostanze pectiche (gommose) rimaste dopo la macerazione; la cementazione assai irregolare delle fibre elementari produce filati non omogenei (fiammati) originando una caratteristica visiva tipica della fibra.

Composizione

Il lino è composto da cellulosa per il 70-84%, la parte restante essendo acqua, lignina, cere e grassi e sostanze pectiche. Il grado di polimerizzazione della cellulosa varia da 2200 a 2400. Il lino è la più resistente delle fibre vegetali, con una tenacità che aumenta con l’umidità. L’allungamento a rottura del lino è del 2-3% e quindi è poco elastico, perciò i tessuti si sgualciscono facilmente e richiedono una stiratura per riprendere la piega. La capacità di assorbire umidità varia dal 20 al 25%. Possiede un’ottima conducibilità termica, perciò è adatto alla confezione di indumenti estivi. Agli agenti chimici ed alla combustione, ha un comportamento simile al cotone per quanto . La manutenzione del lino è simile a quella del cotone; inoltre, più si lava e più diventa morbido e luminoso se si evitano trattamenti troppo energici che possono produrre un indurimento delle sostanze gommose peggiorando la mano del manufatto.

Classificazioni commerciali

Anche per il lino sono elementi importanti la lunghezza, la finezza e il colore. Più la fibra è lunga, sottile e chiara e più è pregiata. Considerando la maturazione del vegetale distinguiamo il lino giovane o lino verde che presenta fibre fini ma poco resistenti, il lino a media stagionatura o giallo che presenta fibre lunghe, resistenti e morbide e il lino molto stagionato o lino verde-scuro o bruno che presenta fibre legnose molto sode e soggette a spezzarsi.  Nell’ambito del lino giallo si ha un’ulteriore distinzione legata alla finezza e al conseguente uso; per questo abbiamo il lino fino per tele fini (batiste o merletti) il lino mezzano per tele comuni e il lino grosso o ordinario usato per tele grosse e corde.

Classificazioni per provenienza di raccolta

Lino del Belgio o delle Fiandre, lino di Lettonia sono pregiatissimi, molto pregiato il lino d’Olanda, pregiato il lino della Francia, buoni i lini d’Italia e della Germania. Una classificazione commerciale del lino si fa anche in base all’epoca in cui viene seminato: lino d’autunno o vernino (fibra grossolana), lino marzuolo (fibra più fine).

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