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Canapa

La canapa è la fibra tessile estratta mediante macerazione dalla pianta omonima (Cannabis sativa) appartenente alla famiglia delle Cannabinacee. Ha lo stelo diritto tubolare che può raggiungere anche l’altezza di 5 m. La canapa è dioica, cioè presenta piante maschili e femminili; le prime sono sottili e slanciate e danno solo la fibra, le seconde

sono più sviluppate e danno la fibra o il seme. Presenta un’alta percentuale di cellulosa ancora più lignificata rispetto al lino. E’ formata da filamenti lunghi da 30 a 70 cm. costituiti da fasci di fibre liberiane lunghe da 15 a 50 mm. Con un diametro tra 15 e 35 micron. Il colore della fibra greggia varia dal bianco avorio al beige, poco lucente. Contiene il 70% di cellulosa (grado di polimerizzazione intorno a 2200), il 14% di emicellulosa, il 4% di lignina, il resto di grassi e cere, di sostanze solubili e di umidità. La canapa pettinata è stata liberata dalle scorie e possiede l’80% di cellulosa. E’ fine, lucida, d’aspetto sericeo, morbida. La canapa si coltiva nei paesi a clima temperato; fino a qualche anno fa la coltivazione prosperava anche in Italia con qualità pregiate che poco avevano da invidiare al lino; oggi questa coltivazione è stata pressoché abbandonata. 40 41 La coltivazione è piuttosto costosa esigendo terreni soffici e ben concimati. La semina si fa in primavera e la raccolta si fa in modo analogo al lino. Per quanto riguarda la resa, da 100 kg. di fusti si ricavano in media 26 kg. di filaccia greggia che dopo le prime operazioni si riducono a 15-18 kg. Il resto è rappresentato dai canapuli (pezzi di corteccia legnosa) che si usano per estrarre la cellulosa per produrre fibre tessili artificiali. Come il lino, la canapa viene classificata in base alla provenienza: fra le migliori abbiamo la canapa cinese, la russa e l’egiziana. Con le fibre di canapa si possono ottenere filati meno sottili di quelli del lino ma di ottima resistenza e adatti a qualsiasi impiego; tele non molto fini, tessuti per abbigliamento e arredamento, lenzuola, asciugamani, cordami, funi ecc. E’ una fibra poco elastica e piuttosto rigida, dando tessuti facilmente sgualcibili. Ha buona conducibilità termica, assorbe e trattiene molta umidità. I cascami sono utilizzati per la fabbricazione di carta pregiata. La canapa può, infine, essere sottoposta a speciali trattamenti chimici (bagni alcalini) fino ad ottenere delle fibre corte e sottili molto simili a quelle del cotone e lavorabili con le stesse macchine usate per quest’ultimo. Il processo prende il nome di cotonizzazione della canapa e i fiocchi ottenuti sono denominati “cafioc” o canapa cotonizzata.

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